Tagliamento


Il Tagliamento si meandra dalle Alpi Carniche per 178 chilometri fino al Mare Adriatico. Nasce da una piccola sorgente vicino al passo della Mauria e per l’elevata qualità idromorfologica e l’unicità del suo ecosistema fluviale è definito “il re dei fiumi alpini”. È un corridoio ecologico che raccorda la regione alpina con il litorale friulano e veneto.
Probabilmente presunto: il Tagliamento è davvero di una bellezza straordinaria, forse il fiume più bello dell’Europa.
Ha un alveo molto ampio dove scorrono, intrecciandosi, numerosi canali d’acqua che producono una vista spettacolare. Quello che lo rende davvero eccezionale, però, è l’integrità ecosistemica che ancora conserva e che fa di lui forse l’ultimo grande fiume “naturale” d’Europa.
In quasi tutta la sua lunghezza, attraversa le Alpi e le colline del Friuli, rilascia i ciottoli più grandi nei magredi dell’alta pianura, raggiunge le terre di risorgiva della bassa e contribuisce infine ad alimentare la laguna. Nei millenni ha segnato la morfologia dell’intera regione e nei secoli ha condizionato la vita e il lavoro delle sue comunità, ha determinato la nascita di borghi fortificati e paesi, è stato testimone di guerre e battaglie.
Lungo il suo corso, si incontrano alcune delle più belle cittadine storiche delle regioni Friuli e Veneto.
Il Tagliamento a due passi: uno dei più bei fiumi italiani in cui volendo si può fare anche il bagno. Oggi tutti vanno al mare, ma avete mai considerato la gioia primitiva di un bagno nel fiume?
[Sergio Maldini, La casa a nord est]
Flora
La varietà di specie vegetali presenti nel Tagliamento è notevole: la maggior ricchezza si ha nella parte di medio corso compresa tra Amaro e Cornino. L’alveo del fiume si comporta come un corridoio naturale sia longitudinale che latitudinale, che mette in comunicazione gli habitat tipicamente montani con quelli della pianura. Come conseguenza di questo fenomeno, chiamato dealpinismo, non è raro trovare nell’alveo specie vegetali tipiche dei ghiaioni di montagna.
In generale è possibile classificare la vegetazione in base alla distanza dai canali di scorrimento delle acque, e quindi in base alla probabilità di inondazione in regime di piena.
- il “greto attivo”, pur apparendo un inospitale deserto di ghiaia, in realtà è caratterizzato da una vegetazione pioniera, quasi esclusivamente erbacea, in grado di sopportare lo stress dovuto alle frequenti inondazioni.
- sui banchi ghiaiosi leggermente più elevati, e pertanto ad inondazione sporadica, si trova un “ambiente magredile” in cui compaiono prima arbusti, poi anche specie arboree come pioppi neri e salici bianchi. Lo stesso habitat è possibile trovare nelle “isole vegetate” (dette anche saletti, in friulano salets) che separano diversi canali fra di loro.
- infine, negli spazi golenali più esterni, dove le inondazioni avvengono solo in caso di piena eccezionale, si trova la vegetazione permanente composta da pioppi bianchi e ontani neri. In questa fascia boscosa la vegetazione funge da riparo per numerosissime specie di insetti e uccelli.
Fauna
Nel medio corso si possono trovare numerose specie animali rare o scomparse nel resto della pianura padana a causa dell’azione umana, ovvero alla trasformazione del loro ambiente naturale in campi coltivati o zone edificate. Fra le specie più frequenti vanno ricordati il gheppio, la volpe e la faina. Il letto del Tagliamento funge anche da corridoio migratorio e punto di riferimento visivo per numerose specie di uccelli migratori, e spesso viene utilizzato anche per la loro nidificazione. Tra i numerosi anfibi presenti nell’ecosistema, che sfruttano le pozze d’acqua stagnante ed i canali minori per la posa delle uova, la rana di Lataste, considerata specie a rischio altrove, è presente in numero significativo nel Tagliamento.
Passando alla fauna acquatica, le specie più numerose sono la trota marmorata ed il temolo nel corso medio-alto e il cavedano ed il barbo nel corso medio-basso. La trota fario è stata immessa dall’uomo ed ora rischia di inquinare geneticamente le originarie popolazioni di marmorata.


